White & Gold Oro e gioielli nei dipinti

Nella storia dell’arte esiste una notevole quantità di opere che hanno tutto l’aspetto di una sfavillante vetrina di gioielli, di gemme e pietre preziose. In molte tele infatti compaiono meraviglie di ogni sorta: perle, diamanti, topazi, lapislazzuli, cammei, alabastri e cosi via.

Esemplare, a tal proposito, è di certo la minuta e dettagliata arte fiamminga, che offre un massiccio repertorio di monili. Decisamente più sobrio appare invece il nostro Rinascimento: Cecilia Gallerani, la famosa “Dama con l’ermellino” ritratta da Leonardo da Vinci, si mostra con un solo gioiello, una collana stretta intorno alla gola e poi lasciata pendere sul seno. Il materiale che compone i grani neri della collana resta tutt’ora un mistero, forse ambra nera, onice, agata, o secondo alcuni semplici granelli di pasta profumata, per i quali era scoppiata a quel tempo una vera e propria mania da parte di uomini e donne.

Raffaello utilizzò oro e gemme solo ed esclusivamente per le tiare dei pontefici, Piero della Francesca decorò il “Ritratto di Battista Sforza” con perle e gemme, e anche il Bronzino dipinse collane d’oro tempestate di pietre preziose. Tuttavia la raffinata eleganza italiana ebbe sempre la meglio sul tripudio e l’eccessiva esuberanza fiamminga. C’è da dire, inoltre, che in questa epoca storica, il rapporto fra gioiello e arte figurativa fu molto ravvicinato, tanto che pittori e scultori erano soliti fare pratica nelle botteghe orafe, in modo da affinare la tecnica di riproduzione. Fu così che il gioiello perse il suo valore allegorico e simbolico a favore di un vero e proprio ritratto di costume. Da questo momento in poi i quadri diventano un’importante testimonianza del gusto e della moda orafa del momento.

Viceversa, completamente differente è l’uso degli ornamenti nell’arte più recente: si pensi ad esempio alle figure klimtiane immerse in scenari dominati dal furore dell’oro. Gustav Klimt, durante quella che è stata denominata la sua “golden phase”, realizzò una serie di dipinti (il più celebre di questi è “Il Bacio”) utilizzando la foglia d’oro e raggiungendo l’apice del successo!